lunedì 19 aprile 2021

La Patrona di tutte le missioni cappuccine nel mondo

 La Madre del Buon Pastore 



Il sabato che precede la Giornata del Buon Pastore (attualmente la IV domenica di Pasqua) è la festa della Madre del Buon Pastore (Divina Pastora), devozione tipicamente cappuccina di origine spagnola; Lei da quasi un secolo è la patrona di tutti i Missionari cappuccini nel mondo.

 Origine della devozione

Nel 1703, Fr. Isidoro di Siviglia, grande predicatore popolare, fu ispirato ad essere accompagnato nelle sue missioni da uno stendardo con una particolare rappresentazione della Vergine Maria: vestita con un semplice costume da pastore, seduta su una roccia, sotto un albero, con indosso un cappello comune e con attorno alcune pecorelle.  Certamente questa immagine era in contrasto con le tante ed esuberanti immagini che si avevano della Vergine, con costumi molto sontuosi, splendide corone e troni imponenti. Il predicatore cappuccino intuì che la semplicità della madre di Dio, così vicina a tutti i suoi figli, e particolarmente preoccupata per le “pecore lontane”, avrebbe dato alle sue parole un particolare successo e lo avrebbe aiutato a toccare i cuori per indirizzarli a Dio. Così si avviò la devozione alla "Pastora delle anime", chiamata popolarmente la "Divina Pastora", che si espanse rapidamente attraverso la creazione di tanti gruppi di fedeli a Lei legati in tutta la Spagna: erano il Gregge di Maria.  Ovviamente c'era chi non accettava di vedere Maria così povera e semplice (dicevano che "i suoi vestiti erano indecenti, indecorosi e impuri"); ma ha prevalso il sentimento popolare che si è subito identificato con la nuova presentazione della Madre della misericordia.

 

L’approvazione ecclesiale

Fr. Isidoro aveva cercato in molti modi di ottenere l'approvazione ecclesiastica di questa devozione finché ottenne da papa Clemente IX (1700-1721) due bolle che garantivano due concessioni: l'altare dove veniva venerata l'immagine della Divina Pastora fosse un altare privilegiato, e che le confraternite del "Gregge di Maria" avessero tutte le indulgenze e i privilegi che venivano concessi a queste associazioni; ma le due bolle non approvavano esplicitamente la devozione.

Con la sua morte, avvenuta nel 1750, per alcuni anni questa devozione rimase in un certo senso orfana, ma trovò nel Beato Diego da Cadice (1743-1801) un fervente propagatore, che sosteneva di aver ricevuto il dono della parola attraverso il Divina Pastora. Fu lui a scrivere i testi liturgici appropriati per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore, che nel 1795 furono approvati da Papa Pio VI, che sancì canonicamente la devozione. Da quel momento i cappuccini spagnoli potevano celebrare la loro ricorrenza liturgica ogni anno alla vigilia della domenica del Buon Pastore, che era allora la seconda domenica dopo Pasqua.

Sempre sotto l'animazione del beato Diego nel 1798 un decreto del Governo provinciale ordinò la collocazione della sua immagine in tutte le chiese dei Frati e la proclamò Patrona delle missioni cappuccine spagnole. La sua devozione si diffuse in tutta la Spagna, nelle missioni in America Latina e anche in molte parti d'Italia che erano sotto l'influenza spagnola. Nel 1885, Papa Leone XIII estese questa festa a tutto l'Ordine.

Inoltre sono nate alcune Congregazioni femminili fortemente legate a questa devozione: Suore Cappuccine della Madre del Divino Pastore (Beato fr. José Tous y Soler, ofmcap); Terziarie Cappuccine della Divina Pastora (fr. Pedro de Llisá, ofmcap); Terziarie Francescane della Divina Pastora (Beata M. Ana Mogas); Congregazione del Gregge di Maria (Francisco de Asís Medina); Congregazione dei Religiosi Scolopi, Figlie della Divina Pastora (P. Faustino Miguel, scolopio). Constatiamo inoltre che anche la santità cappuccina in Spagna gode di una stretta vicinanza a questa bella devozione.

 

Patrona di tutte le missioni cappuccine

Con il voto favorevole del Capitolo Generale del 1932, la Madre del Buon Pastore fu dichiarata Patrona universale di tutte le missioni dell'Ordine dei Cappuccini, il 22 maggio, e la tradizione continua ancora oggi. Infatti, le attuali Costituzioni approvate il 4 ottobre 2013, affermano al numero 181.3: “Affidiamo questo grande compito all'intercessione della Beata Vergine Maria, Madre del Buon Pastore, che generò Cristo, luce e salvezza di tutte le genti, e che il mattino di Pentecoste, sotto l’azione dello Spirito Santo, presiedette in preghiera l’inizio dell’evangelizzazione”.

Tuttavia, sembra che non molte delle nostre presenze missionarie, a parte quelle di origine spagnola, abbiano potuto conoscere questa devozione e godere di questo patrocinio. Varrebbe certamente la pena di diffonderlo più ampiamente in tutte le nostre missioni. La Madre del Buon Pastore può essere una luce, un sostegno e uno stimolo nel nostro lavoro missionario, perché, essendo una devozione tipicamente cappuccina, porta i nostri tratti e può aiutarci ad essere più autentici.

 

Madre del Buon Pastore o Divina Pastora?

 In origine era chiamata Pastora soltanto da fr Isidoro, tuttavia successivamente il “popolo” aggiunse il titolo di Divina Pastora. In origine non aveva neanche il Bambino Gesù nell'immagine, ma nelle nuove rappresentazioni nei decenni successivi è stato aggiunto il Bambino, evidenziando che Lei era la Madre del Buon Pastore.

Generalmente i teologi e le persone notabili preferiscono chiamarla Madre del Buon Pastore, sebbene in alcuni pronunciamenti della Chiesa fosse anche chiamata "Divina Pastora". Il popolo di Dio non ha mai sentito il bisogno né accettato i motivi per cambiare nome. Ha sempre continuato a chiamarla "Divina Pastora" e non perché la credesse una dea, una divinità, perché tutti sanno perfettamente chi è: la Madre di Gesù, il Buon Pastore; ma la devozione popolare rimarca che il suo servizio e la sua azione sono divini. Collaborando al progetto di Dio, la sua azione diventa divina, per questo viene chiamata affettuosamente "Divina Pastora".

 

Una vergine cappuccina

 Proviamo a pensare ad alcune sue caratteristiche originarie e ad interpretarle a partire dal nostro carisma cappuccino, dai nostri valori. È importante tener presente la sua immagine primitiva perché con il passare dei secoli e il crescere della devozione, a volte, si sono aggiunti dettagli che in un certo senso ne oscurano l'originaria semplicità. Vediamo:

La prima cosa che ci colpisce è la sua povertà: vestita come i poveri pastori, con un semplice cappello da contadina. Forse, oggi, dopo il Vaticano II, sembra normale vederla così, più prossima, ma l’intuizione di proporre un'immagine della Vergine così dimessa è stata enorme, in quel periodo di tanti fasti, richiamando così le parole di Francesco d'Assisi: "E non volevamo avere ...". Questo l'ha resa una madre vicina, altruista e solidale. Invita noi cappuccini a comprendere la bellezza di essere poveri, di accontentarci di poco, di pensare a una pastorale fatta molto più con il cuore che con strumenti portentosi.

La sua minorità attira la nostra attenzione: seduta su una pietra sotto un albero. È la regina del cielo e della terra, ma non ha un trono. Sta bene su una pietra e cerca la semplice protezione di un albero. Non certo perché non meriti o non possa avere altre comodità e privilegi, ma perché ha fatto una scelta ed è felice di stare vicino al gregge.

Lei è circondata da pecore; ciò suggerisce che generi fraternità. La Vergine Maria promuove aggregazione. Come a Pentecoste sembra raccogliere gli apostoli in preghiera, continua nella storia, come nostra madre, generando fraternità tra noi, promuovendo la nostra unità.

Il fatto di essere seduta ci fa pensare che sia anche contemplativa. Chi lavora nella pastorizia sa che ci sono tempi di attività, di pascolo del gregge, di ricerca di acqua e pascoli, ma ci sono anche tante volte che ci si può sedere a contemplare, aspettando pazientemente che le pecore siano soddisfatte. Non è però una contemplazione che distrae: anche quando si pensa al mistero della vita, lei è sempre attenta al gregge, pronta ad intervenire subito se necessario.

Possiamo riconoscere in lei una donna in armonia con il creato. Usa ciò di cui ha bisogno dal mondo: è vestita di pelle di pecora, è seduta sotto un albero, conduce il gregge alle riserve di cibo e acqua, ma vive un rapporto rispettoso con la natura. Il pastore ha sempre molto chiaro che lui dipende dalle risorse naturali ed è per questo che non può rovinarle o prendere più di quanto può essere rinnovato.

Essendo pastora incarna l'importanza del lavoro semplice. Ci ricorda che il lavoro è una grazia, non è una punizione. Fa parte della nostra spiritualità. I nostri santi cappuccini ci mostrano che non c'è santità cappuccina senza lavoro. Il lavoro manuale, il lavoro discreto, quello che forse gli altri non vogliono fare, sono per noi occasione di incontro, crescita, comunione e servizio.

In ultimo la Pastora delle anime è una missionaria. La devozione nasce per sostenere le missioni cappuccine e sin dalla sua origine ha adempiuto al suo compito. La Divina Pastora veglia su noi affinché non perdiamo mai questo ideale, non tralasciamo la pastorale, e siamo sempre sensibili davanti alla pecorella smarrita, e con creatività sempre rinnovata possiamo realizzare ciò che il Buon Pastore si aspetta da noi .

 

           Fr. Mariosvaldo Florentino, ofmcap

          Segretario Generale per l'Evangelizzazione,  

           l'Animazione  e Cooperzazione Missionaria.

 

 Tradotto da fr. Michele Motura

Fonti:

 

Lettera del Ministro generale, fr. John Corriveau, in occasione della celebrazione del 3° centenario dell’attribuzione del titolo “Maria, Madre del Buon Pastore” (Divina Pastora), 07/10/2003, Analecta OFMCap, 2003, 647-654.

                                                                                                                      

CRUCES RODRGUIGUEZ, José Francisco, La Divina Pastora de las almas: historia de la advocación e iconografía y su vinculación con la ciudad de Málaga, in: Advocaciones Marianas de Gloria, San Lorenzo del Escorial, 2012, 985-1004.

 

In questi secoli, artisti e pietà popolare hanno saputo riproporla in molti modi, dimostrandoci quanto sia viva la devozione.







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